ROBOT: alla scoperta del futuro

ROBOT: alla scoperta del futuro

ROBOT è sempre un passo avanti. Il festival bolognese è uno degli appuntamenti più attesi e apprezzati dal pubblico appassionato dell’elettronica più colta e ricercata. Un vanto che, ROBOT, ha saputo costruirsi negli anni grazie a una visione artistica ben precisa, fatta di scelte consapevoli e supportata da idee avanguardiste. I concept delle diverse edizioni, prodotti dalla mente di Marco Ligurgo, hanno, in più occasioni, contribuito a innescare delle riflessioni che, dalla musica, si spingono nei territori della filosofia, della tecnologia e, in generale, della cultura contemporanea.

ROBOT: alla scoperta del futuro
I primi nomi annunciati di ROBOT #13

Anche quest’anno, in cui ROBOT si ripresenta in autunno (dopo le virate estive covid-related), il manifesto è un inno al desiderio di ricerca. Riprendendo il saggio del musicologo Marco Fabbri, l’invito è quello di esplorare il “suono in cui viviamo”. La musica è, dunque, il motore di un’indagine finalizzata a scoprire nuovi mondi possibili. Da sempre attento alle dinamiche che soggiaciono al contemporaneo, ROBOT indaga territori futuribili a partire da una line-up davvero eccellente. La prima tranche di nomi annunciati abbraccia infatti alcune delle menti più illustri a livello globale nel vasto panorama dell’elettronica più sfaccettata.

Miss Kittin et The Hacker / La Station TSUGI

E, siccome la musica, come l’arte in generale, riesce spesso ad intercettare lo spirito del mondo e le sue trasformazioni, ecco che, gli artisti scelti quest’anno sono, a vario titolo, pioneri di tale cambiamento. Si parte con delle vere e proprie leggende come Pantha Du Prince, Miss Kittin & The Hacker o Ben Frost. Artisti che hanno contribuito a ridefinire in tempi e luoghi diversi, i confini dell’elettronica sperimentale. Non mancano anche nomi più attuali dell’underground. Grande curiosità per il meltin pot sonoro di Loraine James, l’iper-futurismo di Lyra Pramuk o l’astrattismo trance di Courtesy.

Promettono spettacolo anche le accoppiate presenti in cartellone, come quella fra TSVI e Object Blue o quella tutta bavarese fra il prodigio Skee Mask e gli Zenker Brothers. Ci saranno poi Caterina Barbieri, fresca di nuovo album e pionieria di quel suono etereo che l’ha resa celebre anche all’estero. Fra gli illustri rappresentati delle sonorità più sperimentali figurano Eva Geist, Carmen Villain e Sofie Birch.

I nomi menzionati non sono neanche tutti e siamo ancora alla prima tornata di annunci. Già così, ROBOT si preannuncia un appuntamento imperdibile. I primi di ottobre, nelle diverse location del festival, Bologna si riapproprierà del proprio status di avamposto italiano del clubbing internazionale. In attesa che vengano annunciati gli ultimi artisti, è possibile acquistare i biglietti per ROBOT #13 qui.

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