Dentro la seconda edizione di Camporella

dentro la seconda edizione di camporella

Gli organizzatori della seconda edizione di Camporella Record Fair rispondono ad alcune domande su quello che si appresta ad essere uno dei maggiori eventi dell’anno per le etichette indipendenti di tutta Italia. Se poi volete sapere quali sono i dischi più venduti del biennio 2020-2021, ce lo hanno raccontato direttamente alcuni degli espositori, fra negozi ed etichette, che saranno presenti il 5 settembre a Parma.

Più di una fiera del disco. Più di un party. Camporella, giunto quest’anno alla sua seconda edizione (a distanza di 5 anni dalla prima), punta a creare un evento unico nel suo genere e rivolto a chiunque.
Sarà il Postwar Cinema Club di Parma ad ospitare una delle fiere di spicco nel panorama italiano per le etichette e i negozi indipendenti.
Mentre saranno 25 coloro che, fra collezionisti privati ed etichette indipendenti, esporranno decine di migliaia di dischi, lasciando al pubblico l’imbarazzo della scelta fra classici di ogni genere, novità e perle rare.
L’evento, che aprirà le porte alle 12.00, verrà accompagnato dall’iconico progetto 180gr che curerà la colonna sonora e le riprese. Ulteriore indizio dell’attenzione rivolta dagli organizzatori ad un pubblico ampio e variegato saranno gli spettacoli, i workshop e i laboratori pensati per i più piccoli dall’Ufficio Incredibile.
Al tramonto, dopo aver riempito le borse di dischi, ci si potrà godere il concerto degli Aura Safari, band perugina in grande ascesa e, a seguire, il leggendario Leo Mas chiuderà l’evento con il suo dj set “balearico”.

Che valore ha per voi, oggi e in un periodo come quello attuale, mettere in piedi un evento incentrato sulla musica indipendente?

Riccardo: E’ un segnale di speranza, indubbiamente. Siamo stati molto incerti se e quando proporre questa seconda edizione, soprattutto perché tutti avevano un ricordo straordinario della prima e quindi il compito era quello di mantenere uno standard di qualità alto. Farlo in tempi di Covid è un azzardo, ma in compenso raccogliere la sfida è stato ancora più motivante.
Un grazie va a tutte le realtà coinvolte, ad esempio 180gr che fin da subito ha raccolto il messaggio di Camporella. D’altronde la creatura di Enzo Iannece porta la musica underground tra la gente. Arrivare ad un mercato rionale la mattina presto e ritrovarsi nel bel mezzo di un dj set è geniale, Camporella cerca di fare altrettanto: vuole in un certo senso fare “scoppiare la bolla” e che il mondo del vinile/underground/clubbing venga sdoganato ad un pubblico allargato.
Questo periodo di sosta forzata ha purtroppo messo in difficoltà tante realtà del settore. Ora bisogna ripartire cercando di fare le cose in modo leggermente differente e cogliere, se possibile, alcune opportunità da questo azzeramento. Ad esempio realizzare un prodotto al 100% Made in Italy era uno dei nostri punti fermi per questa edizione. Voi non sapete la gioia e la disponibilità che abbiamo riscontrato questa primavera quando abbiamo iniziato a raccogliere le adesioni per questa edizione.

Vi aspettavate di riuscire a coinvolgere così tante realtà importanti, fra negozi ed artisti?

Marco: Questa è la seconda edizione di Camporella Record Fair. La prima fu nel 2016, esattamente cinque anni fa, ma che per ragioni logistico-tecniche ha dovuto subire uno stop così prolungato. Per fortuna la prima edizione è rimasta nel cuore di molti tra ospiti e pubblico e quindi non è stato così difficile coinvolgere di nuovo queste realtà così importanti. Da subito l’idea è stata di riprendere il discorso da dove lo avevamo lasciato e quindi ricontattare quasi tutti gli stessi espositori della prima edizione. Poi chiaramente in questi cinque anni abbiamo conosciuto altre realtà eccellenti che non potevamo non provare a coinvolgere e in buona parte ci siamo riusciti.

A fianco agli espositori, si terrà un proposta artistica e di intrattenimento molto ricca. Con quali criteri è stata pensata?

Riccardo: Camporella è una fiera del disco di giorno e un party di notte. Detto questo ci teniamo subito a precisare che tutto verrà realizzato rispettando le regole del buon senso, che vengono ancora prima di quelle, a volte un po’ confuse, messe in atto per contrastare la pandemia in questa estate 2021. La musica ci accompagnerà fin da subito con una proposta che abbiamo coordinato insieme a 180gr.
Vi consigliamo di addentrarvi nei dettagli dei diversi nomi che trovate nell’evento Facebook. Da non dimenticare che abbiamo pensato anche ai più piccoli: troverete laboratori e divertimento adatti ad intrattenere i bambini mentre i genitori saranno a fare del sano diggin’.

dentro la seconda edizione di camporella

Sperando nel clima perfetto ci siamo immaginati il tramonto nell’incantevole giardino con le sonorità degli Aura Safari.


C’è una parte del Postwar Cinema Club che aprirà solo quando la fiera del disco sarà alle battute finali. Nel giardino abbiamo già avuto ottime vibrazioni con la preview di Camporella ad inizio Luglio con Napoli Segreta. Sperando nel clima perfetto ci siamo immaginati il tramonto nell’incantevole giardino con le sonorità degli Aura Safari. Siamo certi che la situazione sarà apprezzata dal gruppo e che lasceremo chi ancora non li conosce con la gioia nel cuore.
A chiudere la seconda edizione non ci saranno ospiti stranieri perché ci siamo guardati intorno, ma all’interno del panorama italiano. Questa direzione a Parma era già stata presa prima della pandemia con il party Borneo dove sono passati tanti nomi di casa nostra. Da quelle serate memorabili ci era rimasta tanta voglia di riascoltare Leo Mas. Farà piacere ai suoi fan e scommettiamo anche negli effetti positivi sui più giovani. Camporella vuole far conoscere anche a chi non fa parte della “bolla” una delle persone che ha fatto la fortuna del vinile, delle label che li producono, dei club dove vengono suonati. sono i Djs come Leo Mas che hanno gettato le basi di questo meccanismo.

Voi che avete la possibilità di dialogare con alcuni suoi esponenti di spicco, come valutate lo “stato di salute” della musica indipendente in Italia?

Marco: E’ un argomento molto complesso. Le etichette indipendenti Italiane fanno un lavoro di vera e propria resistenza. Quelle che partecipano a Camporella quest’anno hanno sicuramente delle attività floride e delle aziende bene o male in buona salute, ma ti assicuro che non è facile. Purtroppo devi essere attento a tanti aspetti e saperti destreggiare in vari ambiti. É un periodo in cui c’è moltissima buona musica in giro e quindi almeno la proposta discografica è salva. Le etichette possono proporre dei buoni prodotti. Però devi trovare la migliore distribuzione possibile e saper fare i giusti investimenti in ambito promozionale. Avere una buona agenzia di booking per gli artisti del tuo roster e/o essere in grado tu stesso di farlo. Alcune vanno o hanno avuto esperienze all’estero, dove è certamente più semplice e proficuo anche a parità di condizioni. E questa è la cosa che fa più male francamente.

Che cosa vorreste che uno/una si porti a casa da questa edizione di Camporella?

Riccardo: Vorrei che si capisse che andare alle fiere del disco non deve essere solo e per forza rispolverare e scambiare vecchi vinili in contesti poco adatti alla musica. La musica ormai è importante in ogni ambito lavorativo e spesso alle fiere del disco è paradossalmente e inspiegabilmente trascurata. Vorremmo trasmettere e divulgare il più possibile la musica alla gente. Per questo fin da subito ci saranno ospiti a sonorizzare l’evento. Vorrei vedere le persone interagire con i Djs, chiedere, informarsi e andarsene oltre che con una bella scorta di vinili anche con tante buone vibrazioni e scoperte musicali.
É importante far capire al pubblico che dietro ad un vinile c’è tantissima gente che ci lavora e che coinvolge tante realtà: artisti, fonici, ingegneri del suono, studi di registrazione, stamperie, distributori, etichette, grafici, negozi… Ecco perché per noi è fondamentale avere label italiane e internazionali nella nostra “vetrina musicale”. Loro sono la prima linea: quelli che rendono possibile tutto il resto. Non ultimo vorrei che certi eventi servissero, a tutti gli espositori e i collaboratori a raccogliere una grossa sfida: ragionare più in termini di comunità e meno guardando al proprio “spazio sotto casa o sotto cassa”. Se lo si vuole c’è l’occasione per ripartire in modo più unito. Abbiamo visto come in momenti di difficoltà restare tanti piccoli cani sciolti non aiuta per niente.

La top 3 dei dischi più venduti nel 2020-2021 da etichette indipendenti e negozi

Se già vi è venuta l’acquolina in bocca leggendo alcune delle anticipazioni su ciò che accadrà domenica 5 settembre a Parma, lasciate che siano le vostre orecchie a fare il resto. Come anticipato, alcuni degli espositori presenti alla seconda edizione di Camporella hanno risposto gentilmente alla chiamata raccontando quali sono stati i tre dischi che più hanno venduto fra il 2020-2021.
Un’ottima occasione per avere un primo assaggio della loro eccellente proposta.

Partendo dalle etichette indipendenti troviamo la toscana Bosconi che ci propone Bosconi Gang Band – Big Mob At Manifattura Tabacchi, una live Jam session di 10 artisti tra cui anche A Guy Called Gerald registrata nel giugno 2019 in manifattura Tabacchi, la super compilation digitale VA – Home Cooked Beats di 78 tracce uscita a Luglio 2020 e l’ultima uscita del producer fiorentino Lapucci, Levitated Sensor Detector. La Four Flies di Roma è l’etichetta di Pierpaolo “Pier” De Sanctis ed è fortemente improntata sulle colonne sonore italiane di cinema, televisione e radio degli anni ’60-’70. Tra i lavori “riesumati” dalla label spiccano L’uomo Elettronico del leggendario Piero Umiliani, Africa Oscura Reloved Vol. 1 e Vol. 2 di Giuliano Sorgini e non manca neanche un progetto contemporaneo firmato Banda Maje: Ufo Bar. Spostiamoci a Ferrara per incontrare un’istituzione: Hell Yeah Recordings. L’etichetta negli ultimi anni è sempre più accostata al genere “modern balearic“, di cui Buena Onda – Balearic Beats rappresenta in un certo senso il manifesto. Altre due release segnalate da Hell Yeah sono The Vendetta Suite – The Kempe Stone Portal e un mix cassette-only realizzato da Bjorn Torske per i 15 anni della label. Last but not least una delle etichette di spicco del centro Italia: Slow Motion. Sonorità Disco e artisti di fama internazionale sono il loro marchio di fabbrica. In attesa di novità, l’etichetta di Chieti ci invita a puntare gli occhi su Altieri con il suo primo EP Edo, sul progetto Alien Alien la cui Sambaca è tuttora uno dei pezzi di maggior successo del catalogo Slow Motion e sul rework di un grande come Fabrizio Mammarella di Something Wrong dei Front De Cadeaux.
Spostiamo il focus sui dischi più venduti nel 2021 da parte di alcuni dei negozi di riferimento per addetti ai lavori e non. A Lugo, provincia di Ravenna, incontriamo Flexi, attivo da oltre 30 anni per mano di Lorenzo Guerra prima e del figlio Simone ora. L’avanguardia italiana è incarnata dall’immortale Rino Gaetano con Istantanee e Tabù, la storia del djing da Claudio Coccoluto Presents The Heartists – Belo Horizonti e non mancano sonorità house analogiche con il progetto americano Slope 114. Nomen omen, Joe Vinyle da Parma presenta la sua top 3 dedicata ai dj di tutta Italia che ogni anno scelgono il suo negozio come meta di pellegrinaggio: The Notorious B.I.G. – Duets, the final chapter, Crosby Still Nash & Young – Déjà vu (50th Anniversary Deluxe Edition) e WAR – The Vinyl 1971-1975 (Box 50th anniversary). Altro punto di riferimento internazionale è Music Box, il negozio fondato da Marco Riff in quel di Perugia. Tra i suoi dischi più venduti spiccano perle introvabili come The New Age Orchestra – Let’s Dream Together, le atmosfere marittime evocate da Milvus del duo umbro Hear & Now e l’ultimo lavoro di Kenny Dixon Jr aka (un certo) Moodymann che con Taken Away trasporta l’ascoltatore in un universo dove deep house e black music si fondono. I Napoli Centrale con Ngazzate nire non possono che essere il disco più venduto da Organica Records, vero e proprio tempio del vinile con sede proprio nel capoluogo partenopeo. Seguono la band nigeriana BANTU con l’ultima release Everybody Get Agenda e lo stesso Gigi Testa, fondatore di Organica, con le sonorità afro-brasiliane del suo Saudade For Salvador.